<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Museo Civico Casa Cavassa

 

SALA XI

 

 

All’ambiente si accede attraverso una porta cinquecentesca intagliata e intarsiata acquistata dal marchese Tapparelli presso la vedova del pittore Enrico Gamba, in quanto riconosciuta come una delle antiche porte appartenenti a Casa Cavassa.

La sala viene detta “degli Acaja”, in quanto sul fregio delle pareti è inserito lo stemma dei Savoia-Acaja (linea collaterale della famiglia sabauda, originaria di Pinerolo): si tratta in realtà di un falso realizzato dai restauratori ottocenteschi per volontà del Tapparelli, che intendeva così rendere omaggio alla casa regnante dei Savoia. Sul camino compare lo stemma della famiglia Cavassa accanto all’emblema del sole.

L'arredo, secondo la progettazione tapparelliana, risulta costituito da: un tavolo, realizzato alla fine secolo XIX, quale riproduzione di un mobile cinquecentesco, recante testate intagliate e decorate a grottesche, databili al 1570 circa; un seggiolone pieghevole (secolo XIX), dotato di braccioli del tipo “savonarola” e piedi “a zampa di leone”; una credenza (fine secolo XIX) a pianta poligonale, con decorazioni in stile neogotico; un pancone, formato da un basamento in legno intagliato, laccato e dorato di fattura cinquecentesca, proveniente dall'altare di un'antica chiesa, a cui è stato aggiunto un alto schienale, sormontato da un fregio in cui ricompare lo stemma degli Acaja; una coppia di alari con scaldavivande; alcune sedie Robson & Jones.

Infine è stato qui collocato un armadio intagliato recante decorazioni neomedioevali, costruito per ordine del Comune nel 1913, allo scopo di custodire la collezione del tipografo saluzzese Giovan Battista Bodoni (1740-1813), lasciata in eredità alla Città e ora conservata presso la Biblioteca Civica di Saluzzo.

 

SOLO TESTO

Sito Ufficiale del MUSEO CIVICO CASA CAVASSA - via S. Giovanni 5, Saluzzo (Cn)

E-mail. cavassa@comune.saluzzo.cn.it tel-fax. 0175-41455